mercoledì 20 aprile 2011

SE L'ARCA DELL'ALLEANZA FOSSE IL GRAAL. LA STORIA DI RON WYATT

di Enrica Perucchietti

La “chiamata”
Poche persone hanno suscitato reazioni cosi controverse nel mondo accademico e nell’opinione pubblica come Ron Wyatt. Archeologo dilettante e autodidatta, Wyatt ha dedicato la sua vita alla ricerca delle massime reliquie del mondo ebraico. Gli scavi che lo hanno reso famoso sono stati quelli sul Monte Ararat dove avrebbe rinvenuto i reperti dell’Arca di Noè.
Sostenuto da una fede incrollabile in Dio ha indirizzato le sue ricerche nella direzione che “segnali” da lui ritenuti soprannaturali gli hanno indicato. Non si è fermato di fronte a nulla, neppure davanti alle avversità o al biasimo dei colleghi accademici. L’unica cosa che l’ha fermato è stata la malattia.
Morto di cancro alle ossa nel 2000, fu davvero un personaggio singolare. Infermiere anestesista di Nashville, a un certo punto della sua vita dichiarò di essere stato “chiamato” da un’entità angelica a scoprire alcuni dei misteri dell’Antico Testamento. Sarebbe stata la prima di diverse “visioni” o miracoli che avrebbero costellato la sua esistenza. Semplicemente egli si sentiva “chiamato” a intraprendere una missione, solo indirettamente religiosa. Avrebbe dovuto riportare alla luce i misteri della religione ebraica.
Nelle sue ricerche arrivò a ad affermare di aver identificato il luogo in cui sorsero Sodoma e Gomorra, il punto in cui Mosè ricevette le tavole della Legge sul Sinai, il punto in cui gli ebrei avrebbero oltrepassato il Mar Rosso, il posto esatto della crocifissione, la tomba di Cristo, i dodici altari costruiti da Mosè, la tomba di Abramo, l’Arca di Noè e ovviamente il luogo dove venne nascosta l’Arca dell’Alleanza.
Sicuramente un po’ troppi reperti per essere stati rinvenuti dalla stessa persona nell’arco di una sola vita…
Il suo operato fu discusso e screditato a priori dall’archeologia ufficiale in quanto si trattava di un dilettante autodidatta. Il sapere accademico può essere davvero tremendo con gli “eretici” che arrivano ad abbracciare dottrine alternative bollate come fantastiche, figurarsi un ex infermiere che un bel giorno aveva deciso di calarsi nei panni di Indiana Jones. Allo stesso modo le sue dichiarazioni furono accolte con scetticismo.
Nonostante abbia avuto contro tutto il mondo scientifico, è passato alla storia come uno dei maggiori scopritori di reperti antichi. Molti hanno pensato alla sua mala fede. Non lo ha aiutato avere una moltitudine di seguaci tra gli aderenti di numerose sette pseudo cristiane che allignano negli Stati Uniti.
Ho avuto modo di lavorare con persone fidate che l’hanno conosciuto quando era ancora in vita e che hanno continuato a sentire via mail la moglie e che mi hanno assicurato – lontano da orecchie indiscrete - che magari poteva essere una persona naif, sicuramente originale, che si sentiva chiamata a compiere una missione, ma in buona fede. Non potrei però giurare che queste stesse dichiarazioni private potrebbero essere confermate pubblicamente. A uno studioso “conviene” sempre spalleggiare i colleghi per non finire anch’esso deriso dai più. Sarebbe la sua fine accademica.
Poi esiste una classe limitata di soggetti che antepone il bene comune, il sapere, la verità e dunque il progresso dell’umanità, al plauso dell’ortodossia scientifica, a costo di finire deriso, bollato come “eretico” o come un venditore di miracoli.
Ron Wyatt era uno di questi.

Alla ricerca dell’Arca: la tomba di Gordon
La teoria di Wyatt sull’Arca dell’Alleanza partiva da premesse indubbiamente logiche. L’ultima citazione che ci parla dell’Arca nella Bibbia è quella di Cronache 35,3. Dopo questo passo, abbiamo il Secondo Libro dei Maccabei, che ci racconta come Geremia nascose l’arca: “Il profeta, avvertito da un oracolo, ordinò che la tenda e l’arca lo seguissero, mentre egli si recava al monte sul quale Mosè era salito per contemplare l’eredità di Dio”. Qui ovviamente il testo fa riferimento al Monte Nebo in Giordania, come citato in Deuteronomio 34,1: “Giunto là Geremia trovò un abitacolo a forma di antro; vi introdusse la tenda, l’arca e l’altare dei profumi e ne ostruì l’accesso. Alcuni di quelli che l’avevano seguito, s’avvicinarono per segnare la via; ma non riuscirono a trovarla. Quando Geremia lo seppe, rimproverandogli disse loro: ‘Il luogo resterà ignoto sino a quando Dio avrà radunato la comunità e gli userà misericordia’”. Questo passo di Maccabei sostiene dunque che Geremia salì sul Monte da cui Mosè vide l’eredità del Signore e trovò una grotta nascosta. Questo però non sta a significare necessariamente che la grotta fosse sul monte Nebo, ma semplicemente che dal Nebo si poteva vedere la Grotta dove Geremia nascose la reliquia.
E’ un’interpretazione che ha la sua validità e che forse in futuro potrebbe anche trovare conferma, se solo l’archeologia ortodossa non si facesse inutilmente beffa dei dilettanti come Wyatt. Sono stati infatti molti coloro che hanno accettato questa teoria anche perché sembra più facile cercare una grotta visibile dal Nebo che mettersi a cercare un antro su quella montagna.
Ovviamente Wyatt prese in considerazione il fatto che l’Arca potesse essere stata nascosta prima dell’assedio di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor nel 586 a. C., dato che non risulta che essa sia stata trafugata e portata a Babilonia.
Nelle sue ricerche del luogo Wyatt seguì le indicazioni del Generale Gordon che nel 1882, di ritorno dalla Campagna Cinese, aveva scoperto il sito di una tomba che credeva potesse essere il sepolcro di Cristo. Dalla scoperta di Gordon Wyatt arrivò a identificare la collina adiacente alla tomba come quella del Golgota, proprio come ipotizzato dal Generale.
I padroni del terreno, un arabo e un europeo diedero a Wyatt il permesso di scavare. Il fatto avveniva nel 1979.
Su quel sito, in breve tempo, Wyatt dichiarò di aver trovato una tomba. Gli sembrò addirittura che potesse corrispondere alla descrizione del sepolcro di Cristo, in quanto scavata in una roccia, in un giardino nelle vicinanze della collina. In prossimità del sepolcro, trovò una pietra che copriva un buco squadrato. Vicino a quello ne trovò altri simili che gli parvero scavi fatti per infilarvi le basi delle croci romane, come quelle usate per la Crocifissione. Ritenne dunque di aver individuato i fori delle tre croci della Passione di Gesù.
Un radar che venne utilizzato per analizzare il sottosuolo, gli rivelò la presenza di una vasta grotta sotterranea. Trovò anche una grande pietra circolare, molto pesante, che ritenne potesse essere quella che era stata usata per chiudere il sepolcro. Non cercò di estrarla perché era sepolta in profondità, ma dai rilevamenti sembrava coincidere con le dimensioni dell’apertura della tomba. La pietra non poteva essere rotolata a destra a causa di un’altra pietra che era stata intagliata nella fossa, presumibilmente per arrestarne il movimento.
Riscontrò anche una spaccatura della roccia in prossimità del foro della croce più elevato e concluse che potesse essere stato causato dal terremoto descritto da Matteo 27, 51 quando Cristo morì.
Fra le macerie furono inoltre trovate delle monete, nessuna delle quali risalenti a un periodo posteriore al 130 d. C.

La visione
Dopo circa due anni di ricerche, Wyatt non aveva però ancora trovato tracce dell’Arca. Neppure l’entrata della grotta. Il lavoro quotidiano era estenuante e gli uomini iniziavano a perdere la speranza di venire a capo della missione. Wyatt iniziò ovviamente a essere preoccupato per i permessi e per lo scavo.
Ma ancora una volta fu un intervento esterno, che egli giudicò sovrannaturale, a incoraggiarlo a continuare nelle ricerche.
Un giorno come un altro, Wyatt stava scavando alla base del solco, quando alzò lo sguardo e vide sopra di lui un uomo molto alto che vestiva i classici abiti degli arabi. "Dio ti benedica Ron, per ciò che stai facendo", gli disse l’uomo. "Chi sei? come fai a sapere che cosa sto facendo?", gli chiese meravigliato Wyatt. "Io so tutto", rispose l’arabo. "Vivi qui vicino?", lo incalzò Wyatt. "No" rispose l’uomo. "Come fai a sapere il mio nome? Da dove vieni?", continuò a interrogarlo Wyatt. "Vengo dal Sud Africa e sto andando alla Nuova Gerusalemme, Dio ti benedica" si limitò a concludere lo sconosciuto. Vedendolo andar via Ron balzò su dallo scavo. Raggiungendo la cima del fosso chiese agli altri 2 compagni che stavano scavando in superficie che strada avesse preso l'uomo, ma loro risposero che non avevano visto nessuno nei paraggi. Fu allora che Ron capì di aver conversato con un “angelo”, che gli era stato mandato per incoraggiarlo a proseguire gli scavi.
Con ritrovato entusiasmo continuò la missione che di cui si sentiva incaricato di svolgere.

L’entrata nella grotta
Così facendo trovò una grotta.
Mandò un bambino – il figlio del proprietario arabo del terreno - per lo stretto cunicolo ma quando questi tornò indietro non osò riferirgli che cosa aveva visto. Era pallido e spaventato. Così dovettero allargare il cunicolo in modo che lo stesso Wyatt potesse entrare.
Erano le due del pomeriggio del 6 gennaio 1982. Erano passati quasi quattro anni dall’inizio delle ricerche, tre dagli scavi.
Quando finalmente Ron riuscì ad accedere alla cripta, vide molti cimeli, che ritenne essere appartenuti al Tempio di Salomone. I cimeli erano coperti da pelli. Tra questi la Tavola per la presentazione del pane, il candelabro a sette braccia e una spada gigantesca che pensò potesse essere addirittura quella di Golia!
In un angolo c’era una nicchia in cui vide una cassa d’oro, sul coperchio due cherubini che la proteggevano. Fu certo, in quel momento di essere in presenza dell’Arca. Dall’emozione ebbe un sussulto e perse conoscenza. L’aria rarefatta, la stanchezza, lo shock per essersi trovato dinanzi al reperto più importante della storia ebraica ne causarono lo svenimento.
Rinvenne 45 minuti dopo.
In tutto rimase nella grotta per circa un’ora. Quando uscì raccontò quanto aveva visto e informò le autorità dell’incredibile scoperta.
La notizia ovviamente trapelò in fretta. Avvertito il Direttore del Museo di Antichità, questo accorse sul luogo del ritrovamento, ma urtò la schiena, cadde e fu ricoverato in ospedale per due settimane. Sembrava che una forza potente impedisse ad altri di penetrare nella grotta. Una forza sovrannaturale come quella che causò morti e sciagure al ritrovamento della tomba di Tutankhamon da parte di Carter e Carnavon. La storia della “maledizione” del Faraone è nota. Meno nota la considerazione che certi luoghi “sacri” non possono essere profanati, le “divinità” che vi dimorano – per quanto “antiche” - non gradiscono l’accesso sconsiderato da parte dei profani…

Una nube dorata avvolge l’Arca

Avvisate le autorità, in vista delle implicazioni politiche che la scoperta dell’Arca avrebbe potuto avere, un funzionario avrebbe cercato di proibire la continuazione dei lavori che in effetti vennero presto interdetti per evitare disordini data l’affluenza di curiosi sul luogo dello scavo. La scoperta dell’Arca avrebbe infatti indotto i fedeli a voler ricostruire il terzo Tempio a costo di distruggere il Duomo della Rocca arabo che sorge sul luogo su cui si crede che Abramo fosse stato sul punto di sacrificare Isacco. Ciò avrebbe significato un conflitto tra Israele e l’intero mondo islamico di portata inaudita.
Nel frattempo quel funzionario e un altro curioso che aveva intenzione di rivelare per primo la notizia della scoperta ai giornalisti vennero colti da un malore e trovati misteriosamente morti.
Wyatt scattò diverse fotografie con diverse apparecchiature ma tutti gli scatti dell’arca risultarono offuscati da una misteriosa nube dorata mentre il resto della grotta era ben visibile. Era come se l’Arca volesse impedire al mondo di essere vista. Si utilizzarono diverse apparecchiature, persino una telecamera, ma l’Arca non rimaneva impressa su pellicola.
Il parlamento israeliano costrinse in ogni caso Ron a sigillare l’apertura della grotta e a confonderne l’accesso con arbusti e pietre.

Il sangue sull’Arca

Appena uscito dalla grotta, Wyatt raccontò ai colleghi che nella fenditura sul coperchio dell’Arca aveva visto e toccato una strana sostanza scura che aveva prelevato per farla analizzare.
Si chiedeva perché mai Dio avesse potuto permettere a una sostanza di colare su un oggetto tanto sacro come l’Arca. I campioni analizzati confermarono i dubbi di Wyatt.
Quella sostanza era sangue.
Secondo l’analisi un sangue con una stranissima peculiarità. Invece di 46 cromosomi nel aveva solo 24 di cui 22 autosomi e un cromosoma x e un cromosoma y. Quindi, secondo Wyatt, doveva essere per forza essere sangue di un uomo che non aveva avuto padre umano. Ritenne così che si trattasse del sangue di Gesù Cristo. Che per un vero e proprio miracolo era colato dalla croce sull’Arca.
Ricapitolando.
L’arca si trovava nascosta in una grotta proprio sotto il Golgota in prossimità della tomba dove sarebbe stato sepolto il corpo di Gesù. Al momento della morte di Cristo la terra avrebbe tremato squarciandosi. In questo modo il sangue sarebbe potuto colare dalla ferita del costato, prodotta dalla Lancia di Longino, prima lungo tutta la lunghezza del legno della croce, poi attraverso la fenditura della roccia nella terra fino a depositarsi sull’Arca.
Ora, nessuno ha sottolineato l’importanza simbolica di questo ritrovamento. La scoperta di Wyatt è rimasta inascoltata.
Se effettivamente il sangue di Cristo fosse colato sull’Arca dell’Alleanza ciò andrebbe interpretato come un vero e proprio miracolo: il sangue di Cristo rappresenta il frutto della Nuova Alleanza tra Dio e gli uomini, Alleanza che si ottiene proprio tramite il sacrificio di Gesù. Il sangue che cola sull’Arca – che lo ricordiamo è il simbolo della Vecchia Alleanza – avrebbe segnato il passaggio supremo dalla Vecchia alla Nuova Alleanza, proprio attraverso il sangue che sarebbe poi stato raccolto da Giuseppe d’Arimatea nella coppa che noi tutti conosciamo come Santo Graal.
In realtà, avremmo già una prefigurazione della coppa: è l’Arca stessa che si rivela essere un contenitore. Così il sacrificio di sangue di Gesù sarebbe stato il perfetto sacrificio dell’Agnello di Dio effettuato nel Tempio, ovvero sopra l’Arca dell’Alleanza - secondo i dettami della legge ebraica – contenuta sotto i piedi della Croce. Tutto ciò a insaputa dei romani che non potevano sapere che sopra il luogo della Crocifissione sorgesse la grotta dove Geremia aveva nascosto l’Arca.
Il sangue di nessun animale offerto in sacrificio a Dio poteva infatti lavare via le colpe dei fedeli: era necessario il sangue del Figlio di Dio che prendesse su di sé i peccati dell’umanità e li mondasse attraverso il suo omicidio cruento, come scritto in Ebrei 9: 12, “Tu non hai voluto ne' sacrificio ne' offerta, ma mi hai preparato un corpo, non hai gradito ne' olocausti ne' sacrifici per il peccato. Allora ho detto: Ecco Io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”.
Non solo.
Nel Vecchio Testamento l’Arca custodisce le Tavole della Legge, e proprio il significato supremo della teologia ebraica si esprime nella Legge che Dio dona a Mosè. Supponendo ovviamente che l’Arca sia stata nascosta sotto il luogo della crocifissione di Gesù, il sangue colando sull’arca avrebbe reso l’Arca stessa – contenitore delle Tavole della Legge - un Graal. Un contenitore del sangue simbolo del sacrificio del Figlio di Dio.
Tra l’altro alcuni teologi medioevali assimilavano il Cuore di Cristo all’Arca dell’Alleanza, mentre secondo alcune tradizioni l’Arca avrebbe contenuto al suo interno il Graal che il terzogenito di Adamo, Seth, era riuscito a ritornare in possesso per tramandarlo di padre in figlio in un luogo sicuro.
Dove, forse, riposa ancora. Grazie ai Maestri della Tradizione.

1 commento:

  1. La Scoperta di Ron Wyatt descritta nell'Articolo sopra pubblicato e' Stata Voluta da Nostro SIGNORE DIO. ed e' quindi Indubbiamente Autentica;
    i Passi della Bibbia sono Tutti Basati su Verita', ovviamente, indubbiamente, poiche' Sono La Parola di DIO;
    Ron Wyatt, seguendo profondamente la Sua Esperienza, e' stata seguita dalla Sua Fede in DIO e seguendo I passi della Bibbia;
    DIO usa spesso persone piu' semplici, umili, ma desiderose di Verita', e lo SPIRITO SANTO Fa il Resto; lauree e relativismo,
    carriere e denaro non hanno alla fine m a i la meglio sul Volere e L'Azione di DIO;
    VI SONO Tre Testimoni in Cielo: Il PADRE, la PAROLA e Lo SPIRITO;
    sulla terra e nella terra Vi SONO Tre Verita' in Diretta Connessione con Quelle in Cielo: Il Sangue, l'Acqua e Lo SPIRITO;
    Il Trono di DIO sulla terra era ed e' ancora adesso L'Arca dell'Alleanza, quindi Li' Vi e' anche ed ancora adesso La Presenza di DIO, del SUO SPIRITO, e cosi' anche Il Prezioso
    e Sacrissimo Sangue e La Sacrissima Acqua del Cuore di Gesu' - Il FIGLIO Unigenito di DIO PADRE Nostro;
    ron wyatt e' stato un Servo di DIO, usato da DIO per una Missione, come molti altri; La Presenza del Sangue ed Acqua sul Sedile della Misericordia dell'Arca dell'Alleanza e' un Fatto Reale che comunque doveva prima o poi essere Rivelato al Mondo poiche' Voluto dai Piani Stessi di DIO; seguendo i Fatti ed i Passi della Bibbia, aggiungendo una Chiara e Limpida Sequenza di Pensieri Logici Ispirati evidentemente DalLo SPIRITO SANTO, si giunge ad Un Insieme Logico e Perfetto e quindi ad Una Conclusione che non si potra' mai piu' discutere o criticare, ne' tantomeno dubitare piu': Tutto E' Stato Compiuto con Una Perfezione che appartiene soltanto a DIO; il Nostro SIGNORE Gesu' Cristo, Il Messia atteso da secoli doveva comunque versare il Proprio Sangue Sacro, Puro, per redimere tutti i peccati dell'umanita', ed il Suo Sangue ed Acqua usciti dal Suo Sacro Cuore e' andato a completare l'Opera di DIO STESSO, bagnando anche il Sacro Sedile dell'Arca dell'Alleanza, Il Trono Antico di DIO sulla terra e' stato usato per secoli dai sacerdoti ebraici dei tempi nel Sacro Tempio per tentare, sempre secondo Le Istruzioni date da DIO Stesso, di redimere i peccati delle persone che cercavano redenzione dopo pentimento delle stesse; contemporaneamente a quando Gesu' verso' il Proprio Sangue dalla Croce, allo stesso tempo e' scritto che un sacerdote ebreo stava compiendo un atto sacrificale nel tempio ma, improvvisamente il telo nello stesso tempio si squarcio' (sempre secondo le Scritture) ed il sacerdote non sacrifico' piu' l'agnello: da allora in poi non si sacrificarono piu' animali nel tempio; cio' e' perche' DIO ha voluto far finire dal quel momento in poi le procedure sacrificali, da LUI dettate al Suo popolo al tempo di Mose', una volta che Chiese a Suo FIGLIO di sacrificarsi come Ultimo Agnello Sacrificale; le offerte sacrificali da allora in poi non avrebbero piu' avuto valore;
    Il Sangue Preziosissimo di Gesu' Cristo, il Messia, DIO con noi (Emmanuel) e DIO Incarnato, Supremo Sacerdote ed Agnello Sacrificale allo Stesso Tempo, si doveva versare per le Antiche Profezie anche Sul Sedile Sacro del Trono di DIO sulla terra, cioe' l'Arca dell'Alleanza contenente le Sacre Tavole della Legge Scritte da DIO e Date a Mose', per completare perfettamente il Cerchio Sacro che simboleggia il Ciclo raffigurante anche le Due Alleanze che rappresentano rispettivamente il Ciclo del Vecchio e del Nuovo Testamento, il periodo della Legge ed il Periodo della Grazia;

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