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giovedì 14 giugno 2012
Recensione IL FATTORE OZ, di Mauro Scacchi
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lunedì 11 giugno 2012
VIDEO: Enrica Perucchietti presenta IL FATTORE OZ
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domenica 13 maggio 2012
IL FATTORE OZ è in edicola!
è disponibile nelle migliori edicole di tutta Italia, nelle librerie specializzate e sul web:
IL FATTORE OZ.
ALIENI, SCIAMANESIMO
E MULTIDIMENSIONALITA'
ALIENI, SCIAMANESIMO
E MULTIDIMENSIONALITA'
di Enrica Perucchietti
prefazione di Adriano Forgione,
XPublishing edizioni
SINOSSI:
Esistono "Porte della Percezione" in grado di metterci in contatto con mondi invisibili e con gli esseri che vi abitano? Durante gli stati alterati di coscienza, per effetto di tecniche sciamaniche, la coscienza entra in contatto con altri mondi e con creature così reali che trascendono il nostro abituale piano di esistenza.
Operazioni, unioni sessuali, ibridazione, messagi apocalittici: dietro la "maschera" adottata per ogni periodo storico, il modus operandi delle Abductions aliene è identico alle cronache dei rapimenti di viandanti da parte del Piccolo Popolo, ai viaggi spirituali degli Sciamani o ai tranelli architettati da Trickster, dèmoni e Jinn. La fisica quantistica, la scienza olografica e la teoria delle superstringhe sono sempre più vicine a una Teoria Unificante del Tutto in grado di spiegare la realtà che ci si presenta in stato alterato di coscienza. Svelando così la natura delle creature che si affacciano dal multiverso e l'inganno millenario che alcune di esse giocano alle Anime di coloro che si affidano al loro piano di manipolazione e illusione.
Prima opera in Italia a trattare in modo completo, chiaro e documentato il fenomeno delle abductions aliene in chiava parafisica, analizzando i traguardi della fisica quantistica, teoria delle superstringhe e scienza olografica da un lato e dall'altro i traguardi della neuropsichiatria sugli stati alterati di coscienza, in particolare le visioni dei pazienti sottoposti a sostanze psicotrope e DMT.
L'autrice, laureata in filosofia e specializzata in storia delle religioni ed esoterismo, esplora anche la tradizione sciamanica, la demologia e le leggende in merito agli incontri con fate, elfi, folletti, coboldi, incubi e succubi che precedono i moderni incontri ravvicinati, ripercorrendo anche la storia dell'ufologia contemporanea arrivando fino ad analizzare le teorie di Corrado Malanga.
BIOGRAFIA:
Enrica Perucchietti vive e lavora a Torino come giornalista e scrittrice. Laureata con il massimo dei voti presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all'Univeristà degli studi di Torino con una tesi di ricerca in Storia delle religioni sull'alchimia orientale, si specializza in esoterismo. Abbandona la carriera universitaria per diventare giornalista televisiva. Dopo numerose pubblicazioni su riviste e portali web nazionali, con l'uscita del suo primo saggio, L'Altra Faccia di Obama. Ombre dal passato e promesse disattese (Uno editori), decide di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.
Il saggio è disponibile in tutte le edicole d'Italia in allegato al numero 43 della rivista XTIMES, nelle librerie esoteriche specializzate e sul web, in particolare sul sito di Xpublishing, Macrolibrarsi e della Uno editori.
Le copie del libro sono anche ordinabili direttamente sul sito della casa editrice Xpublishing ai seguenti indirizzi:
oppure chiamando al numero:
06-9065049
La presentazione ufficiale avverrà a Roma alla presenza dell'autrice e di Adriano Forgione:
La presentazione ufficiale avverrà a Roma alla presenza dell'autrice e di Adriano Forgione:
SABATO 19 MAGGIO ORE 18.00
presso
Associazione Culturale Vradia - Libreria Esoterica Caffetteria
Via Bellegra, 34 - 00171 Roma
Cel. 340-9686007
presso
Associazione Culturale Vradia - Libreria Esoterica Caffetteria
Via Bellegra, 34 - 00171 Roma
Cel. 340-9686007
o telefonare al numero:
069065049
venerdì 13 aprile 2012
"IL FATTORE OZ" in vendita da maggio
Da maggio in edicola in allegato con la rivista XTIMES e nelle librerie specializzate:
IL FATTORE OZ
ALIENI, SCIAMANESIMO E MULTIDIMENSIONALITA'
di
ENRICA PERUCCHIETTI
THE OZ FACTOR
ALIENS, SHAMANISM AND MULTIDIMENSIONALITY
by Enrica Perucchietti
SYNOPSIS
"Doors of Perception", as Aldous Huxley called them, capable of getting you in contact with supernal worlds, normally invisible, and with their inhabitants: do they really exist? Why, in altered states of consciousness, as a result of shamanic techniques or psychotropic substances (LSD, DNT, peyote, mescal, ayahuasca), does conscience get in contact with other worlds and creatures so real, which are beyond our normal plane of existence, thus becoming able to enter the information of the One-All or akashic field? What do spiritism, theurgic practices and modern channeling techniques have in common?
Moreover, why are the beings one encounters during such "experiences" identical to the elemental spirits, incubi, succubi, elves, dwarves, kobolds, jinns of the folklore, as well as the spirits of shamanism and the aliens of modern abductions?
Surgeries, sexual unions, tortures, hybridization, apocalyptic messages: behind the "mask" chosen for every different historical period, the alien abductions modus operandi is identical to the tales of unlucky wayfarers abducted by the Little People, to the shamanic spiritual journeys and to the traps orchestrated by tricksters, demons and jinns.
Quantum physics, holographic science and superstring theory are getting closer and closer to a Unified Theory of Everything which can confirm the ancient esotericists' intuitions and, on the other hand, can explain the reality we face in altered states of consciousness. Thus revealing the nature of the creatures that lean out of the multiverse and the millennary deception some of them operate towards the Souls of those who trust their manipulation and illusion plans.
BIOGRAPHY
Enrica Perucchietti lives and works in Turin as a journalist and writer. She graduated summa cum laude in Philosophy, with a research thesis in History of Religions about Alchemy; she left the academic career in order to become a television journalist. After several articles on national magazines and web portals, along with the publication of her first book, L'Altra Faccia di Obama, she decides to devote herself full-time to writing.
mercoledì 25 maggio 2011
UFO: DALL'OMBRA DI STALIN SU ROSWELL AI RICCI IN AMORE
di Enrica Perucchietti
Dopo 60 anni e oltre di cover up e disinformazione governativa “sbarca” in libreria una pubblicazione che dovrebbe mettere la parola fine sul più celebre UFO crash della storia contemporanea: Roswell. La giornalista americana Annie Jacobsen, nipote intellettuale del nostro CICAP – ci dona nel libro Area 51 la rivelazione del secolo che tutti gli appassionati di ufologia attendevano con ansia. Abbandonata la strada del pallone sonda con cui il Pentagono ha cercato di mettere inutilmente una toppa alla fuga di notizie dell’incidente del 1947, la Jacobsen – che si occupa di sicurezza nazionale - rispolvera la vecchia ipotesi di apparecchi sovietici utilizzati a fini militari per spaventare la popolazione americana durante la Guerra Fredda. In sintesi: nell’estate del 1947 sarebbe davvero caduta una specie di disco volante telecomandato a distanza – come gli attuali droni - e dai rottami sarebbero stati recuperati i cadaveri di piccoli umanoidi. Però l’incidente avrebbe a che fare con l’URSS e non con gli alieni. Stalin avrebbe fatto sviluppare ai suoi scienziati i progetti dei fratelli Horten, i due piloti e inventori nazisti che durante la seconda guerra mondiale avevano realizzato un prototipo di caccia tutto-ala molto simile a un disco volante. Il prototipo è dato storico accertato, esistono i progetti, le fotografie, addirittura i filmati. Il resto non è attestato né verificabile. Anche in questo caso dovremmo fare un atto di fede e credere sulla parola ai testimoni che la Jacobsen ci propina.
Una novità rispetto al passato però c’è: con questa nuova tesi si ammette l’esistenza di corpi ritrovati nel campo di Roswell il 3 luglio 1947, da sempre negata dal Pentagono. Ma quei corpicini non sarebbero appartenuti a entità extraterrestri bensì a bambini tredicenni deformi e truccanti appositamente per somigliare a creature aliene. A svelare alla giornalista segreti militari legati all’Area 51 e a Roswell sarebbe stato un suo parente acquisito, il fisico Edward Lovick, oggi novantenne che le avrebbe fornito i nomi di alcuni anziani superstiti dell’Area 51.
A proposito delle autopsie effettuate sui cadaveri recuperati dall’aeronautica, il Colonnello Philip Corso – che pure ammetteva l’esistenza di prototipi di dischi volanti sovietici di origine tedesca - scrisse nei suoi diari, “le fotografie nei miei archivi mostravano un essere alto circa un metro. Il corpo sembrava decomposto. Le foto per me non erano molto utili, ma lo erano i rapporti medici: gli organi, la struttura ossea e l’epidermide erano diversi. Il cuore era più grande, maggiore l’estensione polmonare, diverse le sezioni muscolari. Le ossa erano veramente singolari. Le composizioni della pelle estremamente interessante. Sembrava che gli atomi fossero allineati per proteggere gli organi vitali dalle radiazioni cosmiche o dall’attrazione gravitazionale. Non ci si dilungava sul cervello, molto grande rispetto alle dimensioni del corpo. Molte le sorprese biologiche: numerose caratteristiche morfologiche divergevano da quelle umane, eppure la struttura complessiva non se ne discostava troppo”. In che modo la descrizione di queste EBE sarebbe compatibile con dei tredicenni seppur deformi ma pur sempre umani? Evidentemente, nessuna.
Unico precedente altrettanto strampalato nella storia della disinformazione – che personalmente continua a meritarsi il primo posto nelle bufale romanzate – è la spiegazione che a formare i Crop Circle nei campi inglesi sarebbero i ricci in amore che durante le loro evoluzioni “sessuali” darebbero origine ai complicati disegni tra le spighe di grano. Già, ricci.
Dopo i porcospini esperti di cabala e di complesse teorie matematiche da far invidia a John Nash, ora i discepoli di tutti i Piero Angela del pianeta possono leggere il libro della Jacobsen e tornare a dormire sonni tranquilli: non esiste vita al di fuori della Terra – che si mormora forse è davvero piatta – e quegli strani aggeggi che ogni tanto solcano i nostri cieli sono prototipi americani, cinesi o russi. Messi in soffitta palloni sonda e satelliti – tanto evocati negli anni ’50 e ’60 - la spiegazione dei finti UFO può risolvere non pochi problemi: siano essi di tipo classico, a sigaro, triangolare, metallico o colorato. Forse ogni nazione ha il suo velivolo che li contraddistingue, una specie di marchio di fabbrica e i Paesi più poveri si limiterebbero a semplici Orbs poco complesse dal punto di vista ingegneristico…
Va bene non bersi le testimonianze dei contattisti di strada o prendere per vere le innumerevoli bufale che corrono sul web, ma da passare per sprovveduti all’essere imbecilli ce ne passa. Tra gli opposti troviamo le teorie di C. G. Jung o del guenoniano Jean Robin, che con l’ufologia in senso stretto non hanno nulla da spartire. Ma almeno hanno avuto l’accortezza di considerare con rispetto le casistiche e i testimoni per poi teorizzare il loro sistema di pensiero. Poi abbiamo un John Keel o uno Jacques Vallee vicini alle posizioni parafisiche accreditate dalle teorie della quantistica contemporanea. Macché! Il debunking americano ama trattarci come ingenui e propinarci teorie al limite del ridicolo. Magari nella prossima fatica editoriale la Jacobsen ci spiegherà che nei quadri dal Tardo Medioevo al Rinascimento – come “La Madonna con Gesù e san Giovannino” della Scuola del Lippi, “L’annunciazione” di Paolo Criveli, “La leggenda della vera Croce” di Piero della Francesca o “Il miracolo della neve” di Masolino da Panicate – troviamo immortalato un prototipo elaborato da Leonardo da Vinci! Le nubi che tanto piacciono ai critici dell’arte per giustificare quei velivolo fuori posto e fuori tempo finirebbero così a guadagnarsi credito “scientifico” a livello dei palloni sonda.
Per stare al passo con l’era della tecnologia trionfante un po’ di sano revisionismo storico porta la Jacobsen ad attribuire un salto qualitativo ai sovietici che all’inizio della Guerra Fredda sarebbero già stati in grado di lanciare nei nostri cieli finti UFO con equipaggio a bordo. Non è chiaro se il crash del New Mexico fosse compreso nel diabolico piano di Stalin: altrimenti perché inserire ragazzini macrocefali e truccati a mo’ di alieni grigi? Per le foto ricordo? Una volta rinvenuti i corpi e studiati il segreto sarebbe stato svelato in fretta e la copertura per la guerra psicologica crollata miseramente insieme ai milioni investiti per la costruzione del velivolo “terrorista”.
Che ci siano i testimoni militari conta quanto il due di picche. Gli ufologi dalla loro ne hanno a decine insieme ad ex ingegneri, consulenti, astronauti. Perché credere ai primi e non agli altri? Perché non credere che siano costoro agenti della disinformazione? Dopo averci ripetuto fino alla nausea che si trattava di un pallone sonda, dopo aver screditato testimoni e deriso ricercatori, perché mai dovremmo dare retta a questi ex militari? Dovremmo dunque archiviare le testimonianze di Jesse Marcel Junior o di Philip Corso e riconsiderare l’origine della retroingegneria? Ciò ci porterebbe a ipotizzare che le ricadute tecnologiche dalla fibra ottica ai microchip sostenute da Corso siano in realtà prototipi sovietici? E che cosa pensare, allora, del frammento di metallo “sottile come carta” e del pezzo di “tessuto resistente ai Raggi X” che provenivano, secondo il racconto di Corso, dai rottami dell’UFO? “Li estrassi da un fascicolo cui ebbi accesso tredici anni dopo – racconta il Colonnello in L’alba di una Nuova Era – La documentazione allegata sottolineava come, trattandosi di una massa densa, apparisse un allineamento atomico-molecolare impenetrabile ai raggi X e alle radiazioni cosmiche”. Merito della tecnologia sovietica? O dobbiamo credere che Corso fosse in malafede?
Ma se i sovietici erano così all’avanguardia con i loro studi già nel 1947, perché non hanno battuto gli americani nella corsa allo spazio bruciandoli sul tempo? Perché ad andare sulla Luna non sono stati per prima i sovietici – che erano più avanti nelle ricerche degli americani e avrebbero avuto vent’anni di tempo per affinare i prototipi?
Così Corso aveva motivato la decisione di rendere pubblico parte dei segreti di cui era a conoscenza in merito all’incidente di Roswell e alla retroingegneria: “L’accordo tra noi militari era di non parlare sino a che la coscienza non ci avesse imposto di farlo. Il momento per me è arrivato quando è morto il mio superiore, il generale Arthur Trudeau. Ma c’è ancora molto da dire e soprattutto da fare per il bene delle nuove generazioni”.
Dopo che avremo perso nuove energie a controbattere alle tesi avanzate dalla Jacobsen, a chi toccherà infrangere i segreti della politica staliniana?
Fortunati i ricci che si tengono impegnati con i Cerchi nel Grano.
giovedì 6 agosto 2009
UFO SU TORINO
di Enrica Perucchietti
Una sfera sullo Stadio Olimpico
“Erano circa le 23.00 di mercoledì sera, 5 agosto. Una serata limpida, senza nuvole. Afosa. Ero sul balcone di casa immerso in una conversazione telefonica quando all’improvviso ho notato in cielo una luce farsi sempre più nitida e vicina. Ho capito chiaramente che non poteva essere né una stella, né tanto meno un aereo a causa della sua traiettoria irregolare, a scatti. Focalizzando meglio lo sguardo ho visto che era una sfera di colore arancione. Il globo si è avvicinato verso casa mia seguendo una strana orbita a zig zag e, facendosi più nitido, ha sostato per un paio di minuti nel vuoto, come in sospensione, poi è ripartito con una accelerazione verso l’alto, in direzione di Stupinigi. Mi ha dato l’impressione che fosse un corpo di luce senziente, sicuramente non un oggetto metallico. Quasi come se esso stesso, o qualcosa al suo interno, stesse osservando qualcuno o meglio, interagendo con l’ambiente circostante. Mi ha dato l’impressione che mi stesse spiando”. A raccontare con la voce rotta dall’inquietudine l’ultimo avvistamento sui cieli di Torino è un testimone residente in periferia, di fronte allo Stadio Olimpico. Il suo è soltanto l’ennesimo avvistamento nel capoluogo piemontese, scenario, a partire da maggio di molteplici segnalazioni di Ufo nei cieli. Che, tranne in quest’ultimo caso, sembrano prediligere la zona della movida torinese e le ore serali, intorno alle 23.00. Quasi a volersi rendere ben visibili al maggior numero di gente possibile. Chi conosce Torino sa che per far meglio potrebbero palesarsi soltanto in pieno giorno.
A maggio arrivano le Flotillas
Tutto ha avuto inizio sabato 2 maggio, quando decine di torinesi si sono ritrovati in Corso Casale con il naso all’insù e un’espressione sbalordita sul volto ad ammirare le straordinarie evoluzioni di cinque oggetti luminosi nei cieli sopra la collina di Superga. Uno di loro ha avuto la prontezza di afferrare il cellulare e girare un filmato che ora sta facendo il giro del mondo e dividendo il popolo di Internet per la nitidezza delle sue immagini. Le iniziali risate e battute degli amici a cui fa seguito un crescendo di tensione e meraviglia sembrano testimoniare la veridicità del girato. Un avvistamento che precede di un mese il più eclatante caso di Ufo nei cieli di Bari, seguito da avvistamenti a Milano e Napoli, e che sembrerebbe confermare come il fenomeno delle flotillas, tipicamente sudamericano, si stia radicando anche nel nostro Paese. Con sempre maggiori testimoni come è successo negli ultimi anni in India. Sbarcato in Italia poco più di un anno fa, il fenomeno si è diffuso a macchia di leopardo, concentrandosi però nel periodo estivo su Torino e Napoli. Forse non tutti ricordano che, teatro dei primi avvistamenti estivi, è stato il meridione con le segnalazioni di massa avvenute a Bari e Taranto. In questo caso ne parlarono (stranamente) anche i giornali e il TGCOM, forse “costretti” a dare la notizia dalla risonanza che ebbe l’episodio, non senza il solito piglio sarcastico e scientista tipico dei media cresciuti a pane e CICAP. Decine di persone ,allarmate per l’ipotetica caduta di un aereo o di un corpo celeste, presero d’assalto il centralino dei vigili del fuoco e dei carabinieri per chiedere che cosa fossero quelle sfere di luce che viravano dal bianco all’arancione e che schizzavano da un capo all’altro della città con velocità inusuale. Avvistamenti ufologici e incontri ravvicinati in Puglia si documentano a partire dal 1910. Ben duecento da allora sino a oggi. Negli ultimi due anni i dischi volanti si sono conquistati addirittura le prime pagine dei giornali. Già la scorsa estate poco prima della notte di San Lorenzo, la località di Polignano era stata teatro di avvistamenti di "palle opalescenti" nel cielo notturno seguite da strani cerchi comparsi nei campi di grano a Monteiasi, vicino a Taranto. Quest’anno è stata invece la volta dei soli globi luminosi che hanno incendiato prima il cielo tra Bari e la costiera salentina intorno alle 20,30 di venerdì 12 giugno, per poi riapparire il 15 sera sul cielo di Taranto. Decine gli avvistamenti liquidati come sempre dagli “esperti” come una pioggia di meteoriti che avrebbe interessato tutto il Mezzogiorno. Chissà se la pioggia di meteoriti è la causa anche dei crop circle nei campi di Monteiasi dell’anno scorso, o se l’origine dei graffiti sia da ricercare più semplicemente nei soliti burloni o nei ricci in amore…
Torino: avvistamenti di massa
Tornando a Torino, il caso del 2 maggio oltre che a segnare uno spartiacque nella fenomenologia estiva, ha una caratteristica ben precisa: i testimoni sono decine di persone tutte concordi nel descrivere quello che hanno visto e potuto filmare: “strane luci di colore arancione che avevano un’intermittenza particolare e seguivano strane orbite”. Liquidata la possibilità che si possa trattare di evoluzioni serali di aerei civili o militari in libera uscita, rimane insoluto l’enigma sulle orbs taurinensi. Decine le persone che hanno assistito allo spettacolo da un capo all’altro della città, dalla collina fino a Pino Torinese. Un altro gruppo, formato da una decina di persone, si è fermato a guardare “una sola sfera che transitava in direzione sud proveniente da nord, all’inizio sembrava un normale aereo. A questa si sono aggiunte altre 4 sfere giallo-arancioni che seguivano la stessa direzione. Erano sparse, poi una si è messa da parte e le altre si sono messe quasi in fila, spesso si incrociavano e si scambiavano tra loro”. Nonostante le foto e le riprese con i telefonini, la notizia ha sonnecchiato eludendo astutamente televisione e quotidiani, e sopravvivendo solamente in rete. L’evento, però, si è ripetuto dopo due settimane. Dando così vita a un passaparola che ha portato il popolo di internet a domandarsi che cosa stesse, o meglio, stia accadendo nei cieli di Torino. Perché la città magica per eccellenza, aristocratica e un po’ snob, amante dell’occultismo, dell’alchimia, della magia, ma per questo refrattaria alla più “popolare” ufologia, sia diventata provvisoriamente meta turistica delle sfere luminose.
Torino: gli Ufo amano la movida
Il 17 maggio altre decine di testimoni hanno potuto scorgere nei cieli di Torino nella centralissima Piazza Vittorio, pochi minuti dopo mezzanotte, uno spettacolo di luci del tutto particolare. Anche in questo caso tra i testimoni non è mancato chi ha sfoderato l’immancabile cellulare per riprendere la coreografia delle sfere luminose. Nel filmato si notano chiaramente sei sfere muoversi con traiettoria irregolare sopra i tetti di Piazza Vittorio dove ogni sabato si riuniscono migliaia di giovani per trascorrere la serata nei locali della movida. Non solo Murazzi, casa del sindaco Chiamparino, locali alla moda, ora Piazza Vittorio è anche meta di pellegrinaggio degli Ufo. Il popolo della notte incuriosito dalla notizia passa il tempo con il naso all’insù invece che affogato nei cocktail. Altro che psicosi da alieno, Torino sembra soffrire dell’euforia per gli avvistamenti scaccia-noia del sabato sera. Il 25 luglio, infine, è un ragazzo dal suo balcone a riprendere prima le evoluzioni notturne di un’unica sfera arancione a cui si vengono ad aggiungere altri due globi luminosi in direzione di Superga. Ancora una volta l’episodio viene registrato alle 23.00. Da segnalare un misterioso lampo di luce azzurra che sembra accompagnare l’evoluzione della prima sfera (o scaturire da essa) e che colpisce un palazzo, squarciando un cielo terso di nuvole…
Flotillas tra Musinè e Vesuvio
E qui sembra che le flotillas nostrane ci abbiano preso gusto e abbiano deciso non solo di non abbandonare più lo stivale, ma di stabilizzarsi saldamente in Piemonte. Nel campo aereo compreso tra la Gran Madre e la collina di Superga. Nulla a che fare con il Musinè, almeno per questa volta. Gli avvistamenti sono continuati a giugno per subire una virata tanto eccezionale quanto incredibile negli ultimi giorni di luglio e nei primi giorni di agosto. Il fenomeno Ufo sui cieli di Torino avrebbe dell’eccezionale se non fosse che qualcosa di simile sta accadendo anche a Napoli. Se in Piemonte però, le autorità preferiscono tacere e lasciare che l’accaduto si sgonfi, in Campania le sfere di luce sono state prese più sul serio e inseguite addirittura da due caccia militari nel cielo di Pozzuoli.
Le sfere in questione avrebbero sorvolato nella notte del 13 giugno anche il cielo di Milano nel quartiere San Leonardo, e Barona. Anche questa volta un residente ha ripreso tutto con la telecamera e il girato è stato inviato al Reparto generale sicurezza dell’Aeronautica Militare a Roma, all’interno del quale dal 1975 esiste una squadra che raccoglie le segnalazioni. Gli uffici dell’Aeronautica hanno ricevuto anche un secondo video risalente al 21 giugno scorso, che riguarda invece un’apparizione a Giuliano, ancora in provincia di Napoli, in località Varcaturo: alle 21.30 appaiono nel cielo sette oggetti luminosi che procedono lentamente in linea retta. Se quest’ultimo avvistamento sembra rientrare negli episodi di massa che stanno scuotendo il territorio campano e che sono sotto stretto controllo militare, nel caso segnalato a Milano, le luci apparse intorno alle 21.45, restano per ora un fenomeno inspiegabile: nessun ente ha infatti segnalato la presenza di movimenti di aerei o perturbazioni in grado di spiegare le apparizioni luminose. L’alone di mistero rimane anche per l’Aeronautica Militare che però, all’ipotesi “alieni” tenta di gettare acqua sul fuoco ricordando che: “nessuno può dire che siano extraterrestri. Ci limitiamo ad affermare che sono oggetti non identificati”. Almeno, questa volta, ci hanno risparmiato la pioggia di meteoriti o l’uscita fuori orbita di qualche pallone sonda! Che già, senza sbottonarsi, va preso come un passo da giganti.
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